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Aprilia RS 250: la nascita

È possibile ipotizzare che l’Aprilia RS 250 nacque per due motivi. Il primo, senza ombra di dubbio, riguarda la necessità di celebrare le vittorie nel motomondiale… e le batoste inflitte ai colossi giapponesi: basti ricordare il primo titolo nella categoria 250 due tempi arrivato nel 1992, seguito dall’incontestabile supremazia nel mondiale del 1993.

Il secondo motivo è rappresentato dal mercato: nei primi anni novanta tutte le maggiori case produttrici avevano in listino moto sportive a due tempi ad elevate prestazioni (leggere e con altissime potenze specifiche, rispetto agli standard dell’epoca) e la casa di Noale aveva l’esigenza di rinnovare la propria produzione di AF1.

Il nome RS apparve nell’ormai lontano 1992 – poichè così vennero chiamate le motociclette super sport di 50 e 125 centimentri cubi – e nel 1994 si aggiunse alla famiglia la regina da 250 cc, anche se le vendite iniziarono l’anno successivo. La piccola bicilindrica era equipaggiata con un motore due tempi di casa Suzuki, il VJ22, erede naturale del VJ21: il VJ22 è nato nel 1990 ed è stato commercializzato a partire dal 1991, un bicilindrico 2T composto da due cilindri da 125 cc l’uno, subito dimostratisi “affidabile” e decisamente prestante.

Nonostante ciò, i tecnici del Reparto Corse Aprilia vi misero le mani facendo alcuni piccoli ma decisi interventi finalizzati a migliorare la coppia e quindi aumentare i cavalli agli alti regimi. La potenza dichiarata era di ben 70 cavalli all’albero, dunque la potenza specifica era di 280 cv/litro. La prima ed unica evoluzione stilistica venne apportata nel 1998 e trasformò la moto in una tondeggiante ed aereodinamica GP, con curve ormai entrate di diritto nella classicità.

La produzione si interruppe nel 2002 in vista del 2003, a causa delle norme anti-inquinamento europee, seccanti per l’amatore ma ormai vitali per il sistema mondo.